Legambiente
esprime la propria vicinanza e solidarietà alle persone colpite
negli affetti dalle morti o dalla scomparsa di propri familiari e
conoscenti nella tragica alluvione del 25 Ottobre nella Provincia
spezzina e a tutti coloro che ne hanno subito conseguenze seppur meno
tragiche di queste.
Purtroppo
la storia si ripete: alla prima vera perturbazione dell’Autunno, la
Val di Vara e la Val di Magra si ritrovano sommerse da ingenti
quantità di pioggia non trattenuta dal territorio; solo che questa
volta siamo arrivati al punto tragico che vi sono delle vittime anche
per l'eccezionalità dell'evento (qualche centinaia di mlm di pioggia
in poche ore, come non si erano mai viste in questa entità).
Al
di la di polemiche e discussioni, che in una situazione simile non
vogliamo alimentare (anche di fronte a dichiarazioni politiche di
queste ore alcune delle quali davvero poco meditate e centrate)
vogliamo solo dire spesso ci si dimentica delle cause reali di tutto
ciò che secondo noi sono fondamentalmente due: una di natura
mondiale, cioè il riscaldamento globale del clima (global warming)
con precipitazioni eccezionali come quella avvenuta nella giornata di
ieri. L'altra locale, cioè la decennale cementificazione del
territorio dovuta a una dissennata Pianificazione dello stesso. (
D'altronde solo una settimana fa, presentando il nostro dossier
"ecosistema rischio" concernente la Liguria, abbiamo
evidenziato come il 95% del comuni liguri sia a rischio
idrogeologico).
Sulla
prima causa ci sono da assumere comportamenti virtuosi, che aggiunti
a quelli di altri miliardi di persone, possono solo frenare il
riscaldamento, evitare che giunga alle estreme conseguenze (in questo
senso la lotta all'inquinamento da combustibili fossili come il
carbone e' fondamentale).
Sulla
seconda causa se qualcosa è stato fatto e si sta facendo seppur in
maniera contraddittoria e con forti ritardi, qualcos’altro di
importante si può fare: ad esempio varare Piani Urbanistici a
cemento zero. È a causa della troppa cementificazione se il terreno
non assorbe quanto dovrebbe, e anzi in collina si creano delle vere e
proprie autostrade per l’acqua che giunge più rapidamente a valle,
oltre al moltiplicarsi le frane.
Bisogna
invece imparare a prevenire il rischio e avere al contempo sempre più
efficienti piani di Protezione Civile estesi alla conoscenza di tutta
la popolazione.
Siamo
convinti che o si procede in questa direzione oppure ogni altra
azione, frutto di demagogia o impreparazione o peggio ancora di dolo
grave, condurrà a esiti ancora più funesti.
Legambiente Liguria

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